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Curriculum
scientifico-professionale del Prof. Giovanni Scarinci
Nato ad Imola (BO) il 10-4-1936, si è laureato in Ingegneria
Chimica all’Università di Padova, presso cui
dopo la laurea ha iniziato a svolgere attività scientifica
e didattica.
Professore ordinario (dal 1980) di “Scienza dei materiali”
per Ingegneria chimica e Ingegneria dei materiali, ha insegnato
anche “Scienza e tecnologia dei materiali compositi”
per il Diploma in Ing. meccanica e “Materiali ceramici
e vetrosi” nell’ambito del corso di Scienza dei
materiali per la Facoltà di Scienze. Ha tenuto seminari,
corsi e scuole presso varie Università ed Enti di ricerca
e ha istituito un corso di perfezionamento in “Ingegneria
del vetro”, unico in Italia, che dirige.
Direttore per sei anni (1994-2000) del Dipartimento di Ingegneria
Meccanica dell’Università di Padova, è
stato anche Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria dei
Materiali (1995-2001).
E’ stato per nove anni presidente del consiglio scientifico
dell’Istituto di Chimica Fisica Applicata dei Materiali
del CNR di Genova e ha diretto l’attività di
ricerca sui “Vetri speciali” dell’ISRIM
di Terni. Ha ricevuto importanti finanziamenti di ricerca
dal MURST, dal CNR, dall’ENEA (vetri per l’inglobamento
di scorie radioattive), dall’ENEL (vetri per l’inertizzazione
di ceneri di carbone e di olio combustibile), dal Consorzio
Venezia Nuova (vetrificazione di terre di dragaggio della
Laguna Veneta).
Coordinatore nazionale per molti anni di tematiche relative
a vetri o ceramici sia per il MURST che per il CNR, ha coordinato
- nell’ambito del secondo piano finalizzato CNR sui
materiali speciali per tecnologie avanzate - l’attività
di ricerca italiana nel campo della vetrificazione di rifiuti
tossico-nocivi.
E’ autore o coautore di centotrenta pubblicazioni scientifiche,
per la maggior parte nel settore dei materiali vetrosi e vetroceramici,
e di alcuni libri o capitoli di manuali didattici. |
| Corsi
del Nuovo Ordinamento |
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Materiali
(9 crediti)
per Ingegneria Chimica
Programma:
- Strutture cristalline (metalliche, ioniche, covalenti).
- I difetti strutturali. Diffusione allo stato solido. Transizione
vetrosa.
- Sviluppo della microstruttura: diagrammi di fase e diagramma
Fe/C.
- Cinetica delle trasformazioni di fase e trattamenti termici.
- Materiali metallici: ghise, acciai al carbonio e legati.
- Proprietà meccaniche dei materiali metallici.
- Materiali refrattari e vetrosi e loro proprietà meccaniche
e termiche
- Materiali polimerici e loro proprietà meccaniche.
- Materiali compositi particellari e fibrosi.
- Ossidazione ad alta temperatura. Corrosione e protezione.
Ore
settimanali: 6
Testi
consigliati: dispense dalle lezioni
Testi
per consultazione:
- J. Shakelford: Introduction to Materials Science for Engineers,
ed. Maxwell-Mac Millan, New-York (1999).
- W.D. Callister: Scienza e Ingegneria dei Materiali: una
introduzione, ed.McGraw Hill Italia, Milano (2003).
Modalità
di esame:
scritto al termine del Corso, orale negli appelli successivi
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Scienza
e Tecnologia dei Materiali I (9 crediti)
per Ingegneria dei Materiali
Programma:
- Materiali polimerici: classificazione e sintesi chimica.
Struttura e peso molecolare.
- Stato amorfo e cristallino. Cristallizzazione, fusione,
transizione vetrosa.
- Viscosità dei fusi polimerici e tecnologie di processo.
Stampaggio per colata, estrusione, soffiatura, iniezione,
compressione o trasferimento. Calandratura e termoformatura..
- Le fibre polimeriche. Le gomme e il meccanismo dell’elasticità.
- Proprietà meccaniche: elasticità, viscoelasticità
lineare. Curve sforzo-deformazione. Snervamento. Dipendenza
del modulo elastico dalla temperatura. Creep e rilassamento.
Progettazione in condizioni di creep. Meccanismi di frattura
e di degradazione. Proprietà termiche, elettriche,
ottiche.
Ore
settimanali: 8
Testi
consigliati: dispense dalle lezioni
Testi
per consultazione:
- N.G. Mc Crum, C.P. Buckley and C.B.Bucknall – Principles
oif Polymer Engineering (second edition) – Oxford University
Press, Oxford (1997).
- R.J. Young and P.A. Lovell – Introduction to Polymers
(second edition) – Chapman & Hall, London (1991).
Modalità
di esame:
esame orale.
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| Corsi
del Vecchio Ordinamento |
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Scienza
dei Materiali
per Ingegneria Chimica e Ingegneria dei Materiali
Programma:
Ore
settimanali: Corso non più tenuto.
Testi
consigliati: dispense delle lezioni.
Testi
per consultazione:
- J. Shakelford: Introduction to Materials Science for Engineers,
ed. Maxwell-Mac Millan, New-York (1999).
- W.D. Callister: Scienza e Ingegneria dei Materiali: una
introduzione, ed.McGraw Hill Italia, Milano (2003).
Modalità
di esame:
esame orale, presso l'ufficio del docente, in data da concordare. |
| Ricerca |
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L'attività
di ricerca è focalizzata essenzialmente sul recupero
di rifiuti industriali con la produzione di nuovi materiali
a base vetrosa per applicazioni ingegneristiche. E' ben noto
che in un vetro possono essere disciolti vari rifiuti inorganici;
benché i vetri ottenuti possiedano generalmente un'alta
stabilità chimica (che impedisce il rilascio, pressoché
permanentemente, delle sostanze pericolose presenti nei rifiuti),
il processo di "inertizzazione per vetrificazione"
può risultare economicamente vantaggioso solo prevedendo
la trasformazione di tali vetri in materiali di rinnovato
interesse industriale. Lo stesso principio si intende applicabile
anche ai vetri di per sé rappresentanti una forma di
rifiuto industriale, ovvero ai vetri difficilmente riciclati
nella produzione degli oggetti originari, giacché comportano
forti rischi di contaminazione (dovuti al passato utilizzo
in accoppiamento con altri materiali) e di abbassamento degli
standard qualitativi; un esempio assolutamente comune e particolarmente
significativo (viste le enormi quantità di vetro avviate
a discarica) è quello rappresentato dai vetri dalla
dismissione di tubi catodici, oggetto di numerosi studi (tutt'ora
in corso). Sono stati così da tempo sviluppati materiali
vetroceramici per pavimentazione (domestica, industriale,
urbana) e vetri cellulari per l'isolamento termico e acustico.
In entrambi i casi sono state individuate, o sono in via di
sviluppo, numerose combinazioni di rifiuti industriali. In
aggiunta, è stata posta fondamentale attenzione alla
sinterizzazione del vetro, ovvero alla densificazione di compatti
per riscaldamento di polveri fini. Tale tecnica consente di
ottenere oggetti di vetro a temperature particolarmente basse,
ma soprattutto consente la miscelazione del vetro con altri
materiali di rinforzo (per lo più particellare), ottenendo
così materiali compositi a matrice vetrosa (dalle proprietà
meccaniche notevolmente migliorate rispetto al vetro di base)
o, in caso di concomitante processo di cristallizzazione del
vetro, la realizzazione di innovative vetroceramiche sinterizzate
(ad alte proprietà meccaniche e caratterizzate da un
processo di produzione particolarmente breve ed economico
rispetto ai comuni materiali vetroceramici). Recenti studi
hanno riguardato la combinazione di questi ultimi aspetti,
con la realizzazione di innovativi materiali compositi a matrice
vetroceramica. |
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