| Materiali
nanostrutturati
Dott. Alessandro
Martucci, Prof.
Massimo Guglielmi
Sol-gel:
sintesi chimica che partendo da precursori opportuni permette
di ottenere delle soluzioni liquide che possono essere utilizzate
per depositare degli strati sottili su opportune superfici
o per ottenere polveri ceramiche o campioni massivi.
Nanoparticelle:
aggregati di atomi che formano materiali di dimensioni dell'ordine
dei 10-9 m (1 miliardo di volte più piccolo del metro)
La
tecnica consiste nel preparare delle soluzioni sol-gel per
la matrice ospitante e soluzioni contenenti le nanoparticelle
o dei precursori delle nanoparticelle. Le due soluzioni vengono
mescolate e la soluzione finale viene utilizzata o per depositare
i ricoprimenti vetrosi su opportuni substrati, oppure per
ottenere delle polveri ceramiche o dei campioni massivi. Eventuali
trattamenti termici portano al consolidamento della matrice
e alla formazione delle nanoparticelle nel caso si siano introdotti
i precursori delle stesse. Mediante la chimica del sol-gel
è anche possibile controllare la porosità della
matrice.
L'incorporazione
di opportune nanoparticelle conferisce al materiale le proprietà
desiderate.
Materiali
attualmente studiati
Film
inorganici o ibridi organico-inorganici drogati con nanoparticelle
di semiconduttori (CdSe, PbS, Si, etc.) con proprietà
ottiche non lineari (emissione di luce, diffrazione non lineare)
L'incorporazione
di nanoparticelle luminescenti quali CdSe o PbS in matrici
sol-gel conferisce al film le proprietà di fotoluminescenza
delle particelle droganti.
Tali tipi di film risultano di particolare interesse per la
realizzazione di interruttori interamente ottici ad alta velocità,
di memorie ottiche ad alte densità e di laser a lunghezza
d'onda variabile a bassa soglia nonché per display.
Nello
stesso film vetroso sono state inserite particelle di CdSe
di dimensioni diverse: 3 nm (sx) 4 nm (dx), quando i film
vengono illuminati da radiazione UV emettono luce di colore
diverso a seconda della dimensione delle nanoparticelle.
Collaborazioni:
J. Fick, Université Joseph Fourier
- Grenoble, Francia
P. Mulvaney, University of Melbourne, Australia
S. Turrell, Université de Lille, Francia.
Nanoparticelle di NiO, CoxOy, SnO2 in
vetri di SiO2 con proprietà sensoristiche o proprietà
magnetiche
L'introduzione
di nanoparticelle di NiO in una matrice vetrosa di SiO2 rende
il materiale sensibile alla presenza di gas nell'aria. La
matrice deve permettere al gas di raggiungere la superficie
delle nanoparticelle, e quindi deve essere porosa.
Nella figura viene riportata la variazione della trasmissione
della luce in funzione della concentrazione di CO in aria
di un film composto da 60SiO2-40NiO. La variazione di trasmittanza
è proporzionale alla concentrazione del gas ed è
reversibile. Questo tipo di materiale può essere impiegato
come sensore ottico di gas.
Anche le proprietà elettriche del nanocomposito vengono
modificate dall'interazione dei gas con le nanoparticelle,
per cui questi tipi di nanocompositi possono essere utilizzati
anche nel campo dei sensori elettrochimici di gas.
La ridotta dimensione delle nanoparticelle inoltre altera
le proprietà magnetiche delle stesse. In questo caso
non è più necessario che la matrice sia porosa.
Collaborazioni:
M. Post, National Research Council Ottawa,
Canada
L. Montanaro, Politecnico di Torino
C. Cantalini, Università dell'Aquila
|