Materiali
e componenti ceramici avanzati prodotti da polimeri preceramici
Prof.
Paolo Colombo, Ing.
Lisa Biasetto
I
polimeri preceramici sono dei polimeri (commercializzati da
varie ditte in Italia ed all'estero) che possono essere trasformati
in materiali ceramici tramite riscaldamento in atmosfera inerte
(Ar, N2, vuoto,…) o reattiva (O2, NH3,…). Un tipico
esempio di tale polimeri preceramici sono i convenzionali
siliconi i quali, per riscaldamento a temperature superiori
a 800°C danno luogo, con una limitata perdità in
peso, ad un materiale ceramico contenente Si, O e C. Altri
materiali ceramici avanzati che tipicamente possono essere
ottenuti a partire da questi polimeri sono il carburo di silicio
(SiC), ed altri ceramici contenenti Si, N, C ed O. Tutti questi
materiali ceramici sono adatti per applicazioni ad elevata
temperatura (> 1000°C) in atmosfere corrosive.
Tra i numerosi vantaggi dell'utilizzo dei polimeri preceramici
nella produzione di componenti ceramici è che tali
materiali ceramici avanzati possono essere prodotti a temperature
notevolmente inferiori (< 1200°C) a quelle richieste
dai convenzionali metodi di sintesi e, soprattutto, che i
componenti ceramici possono essere prodotti sfruttando tradizionali
tecniche di lavorazione delle materie plastiche (estrusione,
injection molding, resin transfer molding, filatura, schiumatura,
ecc.). Quindi, utilizzando polimeri preceramici, è
possibile ottenere componenti difficilmente ottenibili per
via tradizionale, come fibre o rivestimenti, nonché
pezzi massivi a costi generalmente inferiori di quelli di
tecniche alternative.
La possibilità di addizionare il polimero preceramico
con additivi quali polveri ceramiche o metalliche, o tessuti
in fibra ceramica, permette di espandere ulteriormente il
campo di utilizzo dei componenti ceramici prodotti in questo
modo (ad esempio permette l'ottenimento di materiali ceramici
che conducono elettricamente, o che hanno caratteristiche
ferromagnetiche, o che hanno una elevata superficie specifica,
o che hanno caratteristiche di frattura non catastrofica come
i compositi ceramici).
Nel Laboratorio Materiali Ceramici e Vetri vengono attualmente
sviluppati le seguenti attività (in collaborazione
con numerose istituzioni di ricerca Italiane e straniere)
1)
Schiume ceramiche macrocellulari
Le schiume ceramiche sono dei componenti porosi (a porosità
aperta o chiusa e con dimensioni di cella che vanno da circa
250 micron sino a 1 mm) che trovano applicazione in numerosi
campi quali ad esempio la filtrazione di particelle, liquidi
o gas, i bruciatori a mezzo poroso, l'isolamento termico ed
acustico ad elevata temperatura, l'assorbimento di urti, la
realizzazione di elementi riscaldanti, il rinforzo tridimensionale
di matrici polimeriche, ceramiche o metalliche. Utilizzando
dei polimeri preceramici sono state sviluppate schiume a cella
aperta che hanno una resistenza superiore a quella di schiume
ottenute con altri metodi, come pure una variazione graduale
di porosità lungo lo spessore.
Le figure qui riportate illustrano la morfologia di tali materiali
(Fig. 1), come pure la realizzazione di schiume ceramiche
magnetiche e che conducono l'elettricità (riscaldandosi
sino a 1200°C) (Fig. 2), o di schiume ceramiche che agiscono
come rinforzo di matrici metalliche (ad esempio Al) o polimeriche
(ad esempio resina poliestere).

Fig.
1. Tipica morfologia di schiume ceramiche macrocellulari ottenute
da polimeri preceramici

Fig.
2. Schiume ceramiche con caratteristiche magnetiche o elettroconduttrici

Fig.
3. Schiume ceramiche utilizzate come rinforzo di matrici metalliche
o polimeriche
2)
Schiume ceramiche microcellulari
A differenza delle precedenti, queste hanno delle dimensioni
di cella variabili da circa 2 a circa 100 micron, e rispetto
ad esse posseggono una resistenza a compressione circa 200
volte più elevata (arrivando a resistere ad uno sforzo
di compressione di circa 20 MPa per campioni aventi una densità
di 0.5 g/cm3). In Fig. 4 si può osservare come in questo
campione la porosità è completamente aperta
e le dimensioni di cella variano da circa 4 a circa 10 mm.

Fig.
4. Tipica morfologia di schiume ceramiche microcellulari ottenute
da polimeri preceramici
3)
Giunzioni ceramiche
Utilizzando polimeri preceramici è stato possibile
ottenere, a bassa temperatura (< 1200°C) giunzioni
di componenti ceramici (compositi o massivi, Fig. 5) che posseggono
una elevata stabilità alle elevate temperature e resistenza
meccanica.

Fig.
5. Giunzioni ceramiche di compositi ceramici o di componenti
massivi, ottenute utilizzando una resina siliconica
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