Vetrificazione
di rifiuti pericolosi
Prof.
Giovanni Scarinci, Dott.ssa
Giovanna Brusatin, Prof.
Paolo Colombo, Ing.
Enrico Bernardo
La
vetrificazione è una tecnologia che permette di inertizzare
rifiuti tossico-nocivi permettendone quindi lo smaltimento
in discarica, in accordo con le attuali disposizioni legislative,
od anche la loro valorizzazione, se il vetro ottenuto viene
utilizzato per produrre particolari manufatti.
I principali pregi della vetrificazione si possono così
riassumere:
- Immobilizzazione
totale dei metalli pesanti e di eventuali elementi radioattivi
in uno stato di elevata durabilità chimica e di
non lisciviabilità rispetto alla maggior parte
degli agenti chimici e biologici. Attraverso il processo
di fusione, infatti, divengono parte del reticolo vetroso
ed in tal modo non risultano più liberi di interagire
con l'ambiente.
- Stabilizzazione
di quasi tutti gli elementi presenti nella tavola periodica
e dei relativi ossidi.
- Flessibilità
del processo che permette di trattare numerosi tipologie
di rifiuti: fanghi, ceneri volanti, rifiuti solidi, spesso
senza necessità di processi di trattamento preliminare
grazie al fatto che non ci sono stretti limiti composizionali
delle materie prime necessarie ad ottenere lo stato vetroso.
Un impianto di vetrificazione opportunamente progettato,
pertanto, può trattare vari tipi di rifiuti anche
non pretrattati.
-
Non è strettamente necessario porre il vetro prodotto
in discarica, perché esso stesso può trovare
molteplici applicazioni: il prodotto fuso può essere
frittato in acqua, ottenendo un materiale di basso costo
utilizzabile per sottofondi stradali, aggregati di drenaggio,
riempitivo per costruzioni, pavimentazioni industriali,
opere di contenimento, ecc. Inoltre attraverso la vetrificazione
è possibile ottenere prodotti e quindi commerciare
prodotti di elevato valore aggiunto, quali ad esempio
vetroceramiche, polveri per impasti ceramici, fibre di
vetro.
-
Il costo del trattamento è relativamente contenuto
e può talvolta risultare meno oneroso della messa
a dimora in discarica.
- Ottenimento
di riduzioni di volume, a volte fino al 90%, indispensabili
date le grosse quantità di rifiuti spesso in gioco.
Le
sopra elencate caratteristiche mettono in risalto una tecnologia
ormai affermata e in continua crescita: le proprietà
del materiale trasformato e i costi di processo sono tali
da far oggi preferire la vetrificazione ad altre metodologie
di trattamento.
SCHEMA
DEL PROCESSO DI VETRIFICAZIONE E VALORIZZAZIONE DI RIFIUTI

Nel
Laboratorio Materiali Ceramici e vetri è stata sperimentata
la vetrificazione di diverse tipologie di rifiuto e l'ottenimento
da essi di materiali ad elevato valore aggiunto, tra cui:
Materiali vetroceramici ottenuti
dal processo di devetrificazione controllata del vetro derivante
da inertizzazione (collaborazione con la Stazione Sperimentale
del Vetro) (fig. 1)
Sono
stati ottenuti dalle seguenti materie prime: scoria di griglia
e ceneri volanti da RSU (65%), sterile proveniente dalla lavorazione
dei feldspati (24%), fosfato bicalcico come agente nucleante
per la devetrificazione.

Figura 1: fotografia della vetroceramica ottenuta e del
vetro originale.
Fibre di vetro (fig. 2) ottenute da vetri derivanti
dall'inertizzazione di vari rifiuti pericolosi (collaborazione
con la Stazione Sperimentale del Vetro)
Le materie prime utilizzate sono vetro di recupero (utilizzato
per correggere la miscela da vetrificare), fango proveniente
dal dragaggio di alcuni canali della laguna di Venezia, ceneri
volanti da inceneritore di RSU.

Figura 2: superficie di frattura di fibra di vetro
Vetrificazione
di fanghi della Laguna di Venezia (in collaborazione con il
Consorzio Venezia Nuova)
Alcuni
sedimenti provenienti dal dragaggio dei canali della laguna
di Venezia contengono un elevato contenuto di inquinanti organici
e metalli pesanti. Una soluzione al problema del loro smaltimento
è stata identificata e sperimentata con successo nella
vetrificazione. Il vetro ottenuto, con l'aggiunta del 20%
in peso di rottame di vetro che regola le variazioni di composizione
riscontrate nei lotti di sedimenti provenienti da zone diverse,
è inerte chimicamente ed è stata sperimentata
la sua utilizzazione nell'ottenimento di materiali ceramici.
Il vetro è stato macinato e mediante un processo di
sintercristallizzazione delle polveri pressate sono stati
ottenuti prodotti vetroceramici aventi buone proprietà
meccaniche (HV=6.5 GPa, resistenza a flessione 140 MPa). In
alternativa, le polveri di vetro sono state miscelate a secco
con un classico impasto industriale per monocottura rossa
di piastrelle ceramiche da pavimentazione, fino ad un massimo
del 10% e ciò non ha apportato sostanziali modificazioni
nelle proprietà fisico-meccaniche indagate (fig. 3).

Figura 3: processo di vetrificazione e ottenimento di
materiali ceramici mediante sintercristallizzazione delle
polveri di vetro (3a) o correzione di un impasto industriale
per monocottura rossa con il vetro inerte (3b).
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